QUALCOSA – A mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…

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Ci sono questioni per cui cominciamo a fare giri immensi per poi… non ritrovarci; argomenti che sembrano risucchiarci ragionevolezza nemmeno pagassimo pegno in lucidità a ogni passaggio dal Via. E quando siamo convinti che no, soluzione non c’è, per fortuna qualcosa – un incontro inaspettato, spesso più che di rado – viene a bloccare la rincorsa alla nostra coda tipo cagnolino che si sfianca con chilometri in tondo senza mai arrivare. Perché questi dilemmi (che volentieri iniziano per ‘A’ e finiscono per ‘more’), per essere risolti, ci chiedono solo di essere guardati con occhi puri e semplici, così come alcuni dolori (gli addii per sempre per esempio, che ci aprono un buco al posto del cuore) vogliono e possono solo essere accolti, per riuscire a lasciarsi andare via o restare lì parte di noi.

“Mi sono innamorata”.
Di nuovo?
“Sì. Ma mi sa che di nuovo mi sono sbagliata.”
Capita, te l’ho già detto. Ma il momento più bello di ogni illusione è quando finisce, non credi?
“No, non credo. E credo invece che l’amore sia l’unica cosa che può salvarsi la vita.”
Salvarci la vita? E da quale pericolo?

“Dal pericolo di rimanere soli e infelici.”
Risposta sbagliata, ragazzina! Il pericolo della vita lo sai qual è?  …  È la vita! … Sì, testona di una Principessina: è la vita stessa il pericolo della vita. E finché siamo in vita tanto vale stare in vita e non-pensarci.

Le favole, da bambini, ci semplificavano il mondo affinché potessimo capirlo; nel suo ultimo romanzo – Qualcosa (Longanesi, 2017; illustrazioni – divertenti, equilibrate e di carattere – di Tuono Pettinato) – Chiara Gamberale ci narra la storia della principessa Qualcosa di Troppo ma soprattutto applica l’intelligenza (la ragionevolezza, la lucidità, la logica) che in certe circostanze noi finiamo per dimenticare. Ne viene fuori un racconto giocoso serissimo (capace di interrogarci sul senso della vita come la Sfinge), e che ci spiega la differenza tra essere liberi di avere voglia e sentire il bisogno (“Perché il bisogno è solo un sogno: prima o poi finisce o comunque sfinisce”), ci fa capire che continuare a cercare o pensare di avere trovato già tutte le risposte ci rende persone diverse, ci ricorda che qualcosa di troppo e qualcosa di tutto (“E cioè niente di niente”) non sono lo stesso.

Principessina, una volta per tutte: pensa a com’è fatta una bottiglia. La sua parte più importante qual è?
“Quella che si riempie di acqua o di sciroppo di lampone o di…”
Esatto! Cioè la parte piena di vuoto! … Quindi se non fai pace con lo spazio vuoto dentro di te, niente potrà mai davvero riempirti.

Parola del Cavalier Niente, ma se volete saperne di più dovete leggere Qualcosa, di Chiara Gamberale, e ritroverete tutta la saggezza di quando a insegnarvi la vita erano le favole!

qcg Qualcosa, Chiara Gamberale (illustrazioni di Tuono Pettinato) – Longanesi, 2017